Monodose per Tattoo

Il maggior problema degli inchiostri per tatuaggio e trucco permanente è l'inquinamento microbiologico degli stessi durante l'impiego, aggravato dal fatto di aprire e richiudere ripetutamente la confezione in ambiente non controllato. Il problema è intuitivamente risolvibile con le monodosi: ad oggi, però, le tipologie di monodosi presentate sul mercato, mutuate prevalentemente dai "tubetti" in polietilene utilizzati per gocce oculari ed altre tipologie di farmaci, non sono state in grado di evitare l'utilizzo ripetuto della stessa monodose, in quanto il beccuccio risulta richiudibile e comunque necessitano di un ulteriore contenitore sul quale versare il contenuto per il successivo prelievo facendo decadere automaticamente la sterilità del prodotto. Dalla letteratura dermatologica appaiono sempre più spesso fenomeni di infezioni riconducibili ad errate pratiche di tatuaggio, quando non ad una igiene discutibile. Non ultimo il problema di inquinamento degli inchiostri, che spesso i tatuatori tengono aperti per comodità di prelievo, nonostante le avvertenze riportate anche a livello regolatorio da strutture sanitarie istituzionali: per quanto un ambiente possa essere pulito, non potrà mai essere al livello di una sala operatoria o di un reparto sterile - a parte l'igiene personale del soggetto che si sottopone al tatuaggio.
Si potrebbe obiettare che una accurata pulizia dell'area da tatuare e relativa disinfezione risolva tutto o quasi: ma un prodotto, che oltretutto contiene quote sensibili di polveri micronizzate, lasciato all''aria e ripetutamente esposto ad inquinamenti per ogni prelievo di inchiostro, non può garantire un adeguato livello di sicurezza. La normativa corrente, espressa nella RES AP(2008)1, coerentemente, suggerisce l'utilizzo di monodosi per evitare i problemi di contaminazione e la possibilità non remota di trasmissione di infezioni - quando non malattie - fra un soggetto e l'altro. Come anticipato nel riassunto, sono stati fatti tentativi di monodose mutuando contenitori già in uso per preparati farmaceutici, principalmente oftalmici: ma la possibilità di richiudere il tubetto (un collirio ad esempio viene usato per poche gocce alla volta, ed 1 millilitro corrisponde a 20 gocce…) vanifica le buone intenzioni, a parte la scomodità di dover trasferire il contenuto della monodose in un altro recipiente al fine di prelevare l’inchiostro facendo così decadere la sterilità dello stesso con i conseguenti rischi di contaminazione fra una persona e l'altra: infatti, scomodità a parte, le monodosi ad oggi non hanno avuto il riscontro commerciale auspicabile, benché sia viva l'attenzione fra i tatuatori e ci sia una sempre maggiore sensibilità al problema, specialmente fra i più giovani ed attivi. La presente risolve alla radice il problema della richiudibilità del contenitore monodose e del suo trasferimento in un altro recipiente (sterilità così perduta): l'adozione infatti di una opportuna pellicola pelabile, che deve essere rimossa per poter prelevare il prodotto, e che non è richiudibile dopo la rimozione in quanto saldata al momento del confezionamento, da un lato offre l'accessibilità migliore all''inchiostro contenuto, in quanto la superficie esposta è sufficiente anche per le macchinette multiago, e dall'altro canto per il contenuto ridotto e per la non richiudibilità impone il cambio per ogni soggetto tatuato. E' immediato che questo è il metodo ideale per evitare la trasmissione di infezioni o malattie "a causa del prodotto aperto e soggetto a ripetui prelievi" fra un soggetto tatuato ed un altro che si sottoponga al tatuaggio in un momento successivo: la stessa filosofia per la quale si sono imposti aghi monouso, manipoli monouso, ed in genere strumentazioni destinate all'inserimento sotto cute rigorosamente monouso (basti pensare alle siringhe ipodermiche). Ci si potrebbe chiedere se la ridotta quantità di prodotto contenuto rappresenti un limite, nel caso di aree estese e disegni complessi: il problema non sussiste, semplicemente perché, ove non basti una monodose (ad esempio per tatuaggi di tipo maori, dove ci sono importanti campiture) basterà semplicemente aprire una seconda unità.